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1 Aprile 2026

Stress, depressione e ansia: sono il 15,6% dei problemi di salute causati dal lavoro in Italia

Tra chi ha avuto un problema di salute causato o aggravato dal lavoro, circa uno su sei in Italia indica come problema principale stress, depressione o ansia (UE 18,6%). Il primo posto resta ai disturbi muscolo-scheletrici.

Il rischio psicosociale non è un concetto astratto: quando non viene gestito, si trasforma in problemi di salute. La rilevazione europea del 2020 chiedeva a chi lavora, o ha lavorato, se negli ultimi dodici mesi ha avuto un problema di salute causato o aggravato dal lavoro e, in caso affermativo, di che tipo.

In Italia, tra chi ha avuto un problema di questo tipo, il 15,6% indica come problema principale stress, depressione o ansia. Nella media europea la quota è del 18,6%. È la seconda voce dopo i disturbi muscolo-scheletrici, che da soli valgono quasi due casi su tre.

15,6%problemi di salute da lavoro legati a stress, depressione o ansia (Italia)
64,4%disturbi muscolo-scheletrici (Italia)
18,6%stress, depressione o ansia nella media UE

Cosa fa ammalare chi lavora

La distribuzione per tipo di problema è simile in Italia e in Europa. I disturbi muscolo-scheletrici (schiena, collo, arti superiori) sono di gran lunga i più frequenti: 64,4% in Italia, 60,0% nella media UE. Poi vengono stress, depressione e ansia. Tutti gli altri disturbi (mal di testa e affaticamento visivo, problemi polmonari, cardiovascolari) restano sotto il 7%.

Le due voci principali sono spesso collegate: carichi di lavoro elevati, ritmi serrati e poche pause aumentano sia la tensione psicologica sia i disturbi fisici. Una valutazione dei rischi che le tratta separatamente rischia di non vedere la causa comune.

Problemi di salute legati al lavoro per tipo, 2020
% delle persone che hanno riferito un problema di salute causato o aggravato dal lavoro
ItaliaUE-27

020406064,460,0Muscolo-scheletrici15,618,6Stress, depressione,ansia4,16,7Mal di testa,affaticamento visivo4,33,1Polmonari3,33,3Cardiovascolari

Fonte: Eurostat, dataset hsw_pb5. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Il confronto europeo

La quota di problemi legati alla salute mentale varia molto tra Paesi: dal 47,8% di Malta e 45,2% della Svezia fino al 5,4% della Slovacchia. L’Italia è 14ª su 26 Paesi con dati disponibili (manca la Germania). Anche qui, come per l’esposizione ai rischi, i valori più alti si trovano spesso nei Paesi con una cultura della prevenzione più matura, dove il disagio psicologico viene riconosciuto più facilmente come legato al lavoro.

Stress, depressione o ansia come problema di salute principale legato al lavoro, 2020
% delle persone con un problema di salute legato al lavoro
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Malta47,8%Svezia45,2%Irlanda39,6%Danimarca35,6%Paesi Bassi33,9%Lussemburgo32,1%Belgio28,0%Francia26,1%Portogallo23,0%UE-2718,6%Estonia17,2%Lituania16,6%Slovenia15,9%Spagna15,7%Italia15,6%Finlandia13,9%Austria13,4%Lettonia11,2%Croazia10,7%Ungheria9,3%Cechia8,3%Cipro7,7%Grecia7,6%Bulgaria6,6%Polonia6,4%Romania6,2%Slovacchia5,4%

Fonte: Eurostat, dataset hsw_pb5. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Un peso stabile nel tempo

Nelle tre edizioni della rilevazione la quota italiana è passata dal 20,1% del 2007 al 15,3% del 2013 e al 15,6% del 2020. Nello stesso periodo i disturbi muscolo-scheletrici sono saliti dal 49,5% al 64,4%. I confronti nel tempo vanno presi con cautela, perché il questionario è cambiato tra un’edizione e l’altra, ma indicano che, dopo il calo tra il 2007 e il 2013, la quota legata alla salute mentale è rimasta stabile.

Le implicazioni pratiche

Per un’organizzazione questi dati hanno una conseguenza concreta: il disagio psicologico legato al lavoro è una delle prime cause di problemi di salute, e quindi di assenze e di calo delle prestazioni. Trattarlo come un tema di benessere individuale, da affidare solo a iniziative volontarie, significa sottovalutarlo.

La valutazione dello stress lavoro-correlato serve proprio a collegare i sintomi alle cause organizzative: carichi, ruoli poco chiari, conflitti, scarso supporto. Ripetuta nel tempo con lo stesso strumento, permette anche di verificare se le misure adottate hanno funzionato.