andreatroisi.it troisiricerche.net TR-Index Mappatura delle Competenze Registro delle Competenze CustomerPA BenessereOrg. Formazione TIP TroisiInsight DigitalizzazionePA Dibattito Pubblico VoiceInHub Governance Fin. Internazionalizzazione BDG
Normativa Metodo Questionario ANAC Output Clienti Approfondimenti Chi siamo Richiedi preventivo ↗
25 Marzo 2026

Pressione dei tempi e clienti difficili: i rischi psicosociali che pesano di più sui lavoratori

In Europa il primo fattore di rischio per il benessere mentale è il sovraccarico di lavoro (19,5% degli occupati). In Italia pesa meno (13,7%), mentre l'insicurezza del posto è più diffusa della media.

Sapere che un lavoratore su tre o su quattro è esposto a rischi psicosociali serve a poco se non si sa quali rischi. Per questo la rilevazione europea del 2020 chiedeva anche di indicare il fattore principale, quello che pesa di più sul proprio benessere mentale.

Il risultato, a livello europeo, è netto: il primo fattore è la pressione dei tempi o il sovraccarico di lavoro, indicato dal 19,5% degli occupati. Seguono i rapporti con clienti, utenti, pazienti o studenti difficili (10,3%) e l’insicurezza del posto di lavoro (6,1%).

13,7%italiani che indicano il sovraccarico come rischio principale (UE 19,5%)
8,3%indicano l'insicurezza del posto (UE 6,1%)
10,4%donne italiane che indicano gli utenti difficili

Il profilo italiano

In Italia la graduatoria ha lo stesso ordine per i primi due fattori, ma con valori diversi. Il sovraccarico è indicato dal 13,7% degli occupati, quasi sei punti sotto la media europea: siamo 25° su 27 Paesi. Anche i rapporti con utenti difficili pesano un po’ meno (8,8%).

L’insicurezza del posto di lavoro, invece, è più diffusa che altrove: 8,3% contro 6,1% nella media UE e appena 0,7% in Germania. Anche la scarsa comunicazione interna (4,0%) e le molestie (1,1%) sono leggermente sopra la media.

Principale fattore di rischio per il benessere mentale, 2020
% degli occupati 15-64 anni che lo indicano come fattore principale
ItaliaUE-27

0510152013,719,5Sovraccarico8,810,3Utentidifficili8,36,1Insicurezza4,03,9Comunicazione1,41,4Poca autonomia1,10,8Molestie0,71,1Violenza

Fonte: Eurostat, dataset hsw_exp3. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Dove il sovraccarico pesa di più

La classifica del sovraccarico vede in testa Svezia (40,2%), Finlandia (31,1%), Lussemburgo e Austria (28,2%). Sono Paesi con un’attenzione molto alta al tema dello stress, e questo si riflette nelle risposte. L’Italia, con il 13,7%, è nella parte bassa, vicino a Croazia e Cechia.

Occupati che indicano pressione dei tempi o sovraccarico come rischio principale, 2020
% degli occupati 15-64 anni
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Svezia40,2%Finlandia31,1%Lussemburgo28,2%Austria28,2%Portogallo25,5%Slovacchia25,0%Spagna24,7%Malta22,5%Irlanda22,4%Belgio22,2%Francia22,0%Cipro21,8%Grecia21,2%Paesi Bassi20,9%UE-2719,5%Slovenia19,3%Polonia19,1%Danimarca18,6%Bulgaria17,7%Ungheria17,1%Romania15,8%Estonia14,8%Lettonia14,8%Germania14,3%Croazia13,9%Italia13,7%Cechia13,5%Lituania7,7%

Fonte: Eurostat, dataset hsw_exp3. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Uomini e donne

Tra uomini e donne italiani il peso del sovraccarico è identico (13,8% e 13,7%). La differenza sta nei rapporti con il pubblico: li indica come rischio principale il 10,4% delle donne contro il 7,6% degli uomini. Riflette la forte presenza femminile in sanità, scuola, servizi sociali e sportelli, cioè nei lavori a contatto con utenti, pazienti e famiglie.

Fattore principale (2020) Italia UE-27 Germania Francia Spagna
Pressione dei tempi o sovraccarico 13,7% 19,5% 14,3% 22,0% 24,7%
Utenti, clienti o pazienti difficili 8,8% 10,3% 5,2% 12,8% 7,4%
Insicurezza del posto di lavoro 8,3% 6,1% 0,7% 5,5% 7,2%
Scarsa comunicazione o cooperazione 4,0% 3,9% 2,7% 6,4% 2,9%
Scarsa autonomia sui ritmi 1,4% 1,4% 0,6% 1,2% 1,1%
Molestie o bullismo 1,1% 0,8% 0,7% 1,8% 0,7%
Violenza o minacce 0,7% 1,1% 0,4% 1,9% 1,2%

Dal dato al piano di intervento

Questi numeri suggeriscono una regola pratica per chi fa la valutazione dello stress lavoro-correlato: non partire da un elenco generico di rischi, ma chiedere alle persone quale pesa di più. In un ufficio con molto pubblico il problema principale sarà probabilmente la gestione degli utenti; in un reparto sotto organico, il carico di lavoro; in un’organizzazione con molti contratti a termine, l’incertezza.

Le misure sono diverse in ciascun caso: formazione alla gestione dei conflitti e procedure di supporto nel primo, revisione dei carichi e delle priorità nel secondo, comunicazione trasparente sulle prospettive nel terzo. Un questionario ben costruito permette di capire quale strada seguire, reparto per reparto.