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10 Giugno 2026

Lavoro a turni: riguarda il 16,9% dei dipendenti italiani, poco sotto la media europea

Nel 2025 il 16,9% dei lavoratori dipendenti italiani lavora a turni (UE 17,4%). Il dato italiano scende di oltre tre punti rispetto al 2023. Nei Paesi dell'Est e in Grecia si supera il 30%.

Il lavoro a turni è la forma organizzativa tipica dei servizi che non si fermano: ospedali, trasporti, industria a ciclo continuo, sicurezza, grande distribuzione. È anche una delle condizioni lavorative più studiate per i suoi effetti sulla salute, soprattutto quando i turni ruotano e comprendono la notte.

Nel 2025, secondo la Rilevazione europea sulle forze di lavoro, lavorava a turni il 16,9% dei dipendenti italiani tra 15 e 64 anni. Nella media europea la quota è del 17,4%.

16,9%dipendenti italiani che lavorano a turni, 2025
17,4%media UE-27
20,2%il dato italiano nel 2023

La mappa europea

I valori più alti si registrano in Romania (34,9%), Grecia (34,3%), Croazia (30,9%) e Slovenia (30,2%). I più bassi in Francia (5,9%), Lituania (8,4%) e Danimarca (11,0%). L’Italia è 16ª su 27, nel gruppo centrale.

Dipendenti che lavorano a turni, 2025
% dei dipendenti 15-64 anni
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Romania34,9%Grecia34,3%Croazia30,9%Slovenia30,2%Polonia28,1%Cechia24,8%Malta24,3%Finlandia22,8%Irlanda22,2%Spagna21,7%Slovacchia21,6%Lettonia21,2%Estonia18,5%Svezia18,0%Lussemburgo17,7%UE-2717,4%Italia16,9%Ungheria16,8%Bulgaria16,7%Portogallo16,0%Paesi Bassi14,8%Austria14,7%Germania14,6%Cipro14,6%Belgio13,4%Danimarca11,0%Lituania8,4%Francia5,9%

Fonte: Eurostat, dataset lfsa_ewpshi. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Un calo da verificare

Dal 2012 al 2023 la quota italiana è stata sempre sopra la media europea: 20,3% nel 2019, 20,2% nel 2023. Nel 2025 è scesa al 16,9%, sotto la media. Nello stesso anno si osserva in Italia anche un calo del lavoro serale e notturno abituale.

Una variazione di questa ampiezza in due anni è insolita per un fenomeno strutturale come il lavoro a turni. Potrebbe riflettere cambiamenti nell’occupazione, ma anche effetti di misura. Prima di trarne conclusioni conviene attendere le prossime rilevazioni e i dati di dettaglio per settore.

Dipendenti che lavorano a turni, 2011-2025
% dei dipendenti 15-64 anni; serie biennale dal 2021
ItaliaUE-27

1416182022201120132015201720192021202517,416,9

Fonte: Eurostat, dataset lfsa_ewpshi. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Turni e benessere: cosa conta

Le linee guida sulla progettazione dei turni concordano su alcuni principi: rotazione in avanti (mattina, pomeriggio, notte), un numero limitato di notti consecutive, riposi sufficienti tra un turno e l’altro, calendari comunicati con largo anticipo. Sono scelte organizzative che incidono sul benessere quanto il numero di ore lavorate.

Nelle indagini sul clima interno, i lavoratori a turni vanno analizzati come gruppo a sé. Le loro risposte su carichi, conciliazione e salute sono spesso molto diverse da quelle dei colleghi a orario giornaliero, e una media complessiva rischia di nasconderle.