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29 Aprile 2026

Orari di lavoro: per il 71,3% degli italiani li decide l’azienda, contro il 59,2% in Europa

In Italia solo il 28,3% degli occupati può decidere, del tutto o in parte, il proprio orario. In Finlandia e Svezia la quota supera il 60%. La flessibilità oraria è una leva di benessere ancora poco usata.

Poter decidere quando iniziare e finire la giornata di lavoro, o spostare qualche ora quando serve, è una delle condizioni che più aiutano a conciliare lavoro e vita privata. Il modulo 2019 della rilevazione europea sulle forze di lavoro chiedeva agli occupati chi decide il loro orario: la persona stessa, la persona con alcuni vincoli, oppure principalmente l’azienda o l’ente.

In Italia l’orario è deciso principalmente dal datore di lavoro per il 71,3% degli occupati. Nella media europea la quota scende al 59,2%. Solo il 16,2% degli italiani può decidere liberamente il proprio orario e il 12,1% può farlo con alcuni vincoli.

71,3%occupati italiani il cui orario è deciso dall'azienda
59,2%media UE-27
29,7%in Finlandia, il valore più basso

Una distanza soprattutto sulla flessibilità «con vincoli»

Il confronto con gli altri Paesi mostra dove sta la differenza. La quota di chi decide in piena libertà è simile in Italia (16,2%) e in Europa (17,6%). Il divario è sulla flessibilità regolata, cioè la possibilità di scegliere entro fasce concordate: 12,1% in Italia, 20,6% in Europa, 47,2% in Finlandia e 42,6% in Svezia.

Si tratta di strumenti come orari di ingresso e uscita variabili, banca delle ore, possibilità di recuperare. Non richiedono di rinunciare al coordinamento, ma di organizzarlo diversamente.

Chi decide l'orario di lavoro, 2019
% degli occupati 15-74 anni
Decide la personaDecide con vincoliDecide l'azienda

020406080ItaliaUE-27GermaniaFranciaSpagnaPaesi BassiSveziaFinlandia

Fonte: Eurostat, dataset lfso_19fxwt01. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

La classifica europea

L’Italia è 7ª su 27 Paesi per quota di orari decisi dall’azienda. Valori più alti si registrano in Bulgaria (79,4%), Lituania (78,9%) e Ungheria (76,9%). All’estremo opposto Finlandia (29,7%), Svezia (32,0%) e Lussemburgo (38,7%).

Occupati il cui orario è deciso principalmente dall'azienda o dall'ente, 2019
% degli occupati 15-74 anni
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Bulgaria79,4%Lituania78,9%Ungheria76,9%Cipro73,6%Croazia73,4%Lettonia72,8%Italia71,3%Slovacchia71,0%Spagna70,7%Slovenia69,7%Grecia69,4%Polonia67,6%Cechia66,7%Romania65,6%Portogallo65,4%Malta64,9%UE-2759,2%Estonia59,1%Irlanda57,4%Austria54,7%Francia54,4%Belgio53,6%Paesi Bassi48,5%Danimarca48,3%Germania46,4%Lussemburgo38,7%Svezia32,0%Finlandia29,7%

Fonte: Eurostat, dataset lfso_19fxwt01. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Una leva a basso costo

Tra gli strumenti per il benessere organizzativo, la flessibilità oraria è uno dei meno costosi. Non richiede investimenti, ma una revisione delle regole: fasce di compresenza, strumenti di pianificazione condivisi, criteri trasparenti per le richieste.

Il dato del 2019 fotografa la situazione precedente alla diffusione del lavoro agile. Da allora molte organizzazioni, soprattutto pubbliche, hanno introdotto forme di flessibilità nuove. Chi ha una rilevazione periodica del clima interno può verificare se la percezione dei dipendenti è cambiata di conseguenza.