andreatroisi.it troisiricerche.net TR-Index Mappatura delle Competenze Registro delle Competenze CustomerPA BenessereOrg. Formazione TIP TroisiInsight DigitalizzazionePA Dibattito Pubblico VoiceInHub Governance Fin. Internazionalizzazione BDG
Normativa Metodo Questionario ANAC Output Clienti Approfondimenti Chi siamo Richiedi preventivo ↗
15 Aprile 2026

Autonomia sul lavoro: il 60,6% degli italiani decide almeno in parte cosa fare e in che ordine

Nella rilevazione europea l'Italia è 3ª su 27 per autonomia sul contenuto e sull'ordine dei compiti (60,6% contro 47,8% in Europa). Un punto di forza da leggere insieme alla scarsa flessibilità degli orari.

L’autonomia è uno dei principali fattori di protezione dallo stress. Chi può decidere, almeno in parte, cosa fare e in quale ordine riesce ad assorbire meglio i picchi di lavoro e le richieste impreviste. Il modulo 2019 della rilevazione europea sulle forze di lavoro l’ha misurata con due domande: quanta influenza ha la persona sul contenuto dei propri compiti e quanta sull’ordine in cui li svolge.

In Italia il 60,6% degli occupati dichiara un’influenza almeno parziale su entrambi gli aspetti. Nella media europea la quota è del 47,8%. Chi non ha quasi nessuna autonomia, né sul contenuto né sull’ordine, è il 25,2% in Italia e il 30,4% in Europa.

60,6%occupati italiani con autonomia su contenuto e ordine dei compiti
47,8%media UE-27
25,2%italiani con poca o nessuna autonomia

L’Italia sul podio

Solo Portogallo (71,3%) e Lituania (61,5%) fanno meglio dell’Italia. Seguono Danimarca (57,8%), Lussemburgo e Finlandia. In fondo alla classifica ci sono Cipro (19,8%), Slovacchia (22,8%) e Croazia (28,6%).

Una possibile spiegazione del risultato italiano è la struttura dell’occupazione, con un peso del lavoro autonomo e delle piccole imprese più alto che in molti altri Paesi: in questi contesti i ruoli sono spesso meno codificati.

Occupati con influenza sul contenuto e sull'ordine dei propri compiti, 2019
% degli occupati 15-74 anni con influenza almeno parziale su entrambi
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Portogallo71,3%Lituania61,5%Italia60,6%Danimarca57,8%Lussemburgo57,7%Finlandia57,1%Irlanda55,7%Paesi Bassi55,3%Svezia54,1%Belgio53,5%Malta52,7%Spagna48,4%Polonia48,3%UE-2747,8%Lettonia46,6%Grecia46,5%Germania46,2%Romania42,7%Slovenia41,3%Estonia40,8%Cechia40,7%Ungheria40,1%Francia38,9%Bulgaria38,4%Austria29,8%Croazia28,6%Slovacchia22,8%Cipro19,8%

Fonte: Eurostat, dataset lfso_19mtwk23. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.
Autonomia sul lavoro in alcuni Paesi, 2019
% degli occupati 15-74 anni
Autonomia su contenuto e ordinePoca o nessuna autonomia

02040608060,625,2Italia47,830,4UE-2746,224,0Germania38,930,8Francia48,433,6Spagna54,117,5Svezia71,313,7Portogallo

Fonte: Eurostat, dataset lfso_19mtwk23. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Autonomia sui compiti, rigidità sugli orari

Il quadro cambia se si guarda un’altra forma di autonomia: quella sugli orari. Nella stessa rilevazione, il 71,3% degli occupati italiani dichiara che l’orario di lavoro è deciso principalmente dall’azienda o dall’ente, contro il 59,2% della media europea. In altre parole, in Italia si decide spesso come fare il lavoro, ma molto meno quando farlo.

Per il benessere organizzativo le due dimensioni contano entrambe: la prima protegge dallo stress legato ai compiti, la seconda aiuta a conciliare lavoro e vita privata.

Come usare questo dato

Un’autonomia elevata è una risorsa, ma solo se accompagnata da obiettivi chiari e da un carico sostenibile. Senza queste condizioni può trasformarsi in solitudine decisionale: la persona sceglie come organizzarsi, ma senza sapere su quali priorità verrà valutata.

Nelle indagini sul benessere organizzativo conviene quindi leggere le domande sull’autonomia insieme a quelle sulla chiarezza del ruolo e sul riconoscimento. È l’equilibrio tra questi elementi, più che il singolo valore, a dire se l’organizzazione del lavoro funziona.