Sapere che un lavoratore su tre o su quattro è esposto a rischi psicosociali serve a poco se non si sa quali rischi. Per questo la rilevazione europea del 2020 chiedeva anche di indicare il fattore principale, quello che pesa di più sul proprio benessere mentale.
Il risultato, a livello europeo, è netto: il primo fattore è la pressione dei tempi o il sovraccarico di lavoro, indicato dal 19,5% degli occupati. Seguono i rapporti con clienti, utenti, pazienti o studenti difficili (10,3%) e l’insicurezza del posto di lavoro (6,1%).
Il profilo italiano
In Italia la graduatoria ha lo stesso ordine per i primi due fattori, ma con valori diversi. Il sovraccarico è indicato dal 13,7% degli occupati, quasi sei punti sotto la media europea: siamo 25° su 27 Paesi. Anche i rapporti con utenti difficili pesano un po’ meno (8,8%).
L’insicurezza del posto di lavoro, invece, è più diffusa che altrove: 8,3% contro 6,1% nella media UE e appena 0,7% in Germania. Anche la scarsa comunicazione interna (4,0%) e le molestie (1,1%) sono leggermente sopra la media.
Dove il sovraccarico pesa di più
La classifica del sovraccarico vede in testa Svezia (40,2%), Finlandia (31,1%), Lussemburgo e Austria (28,2%). Sono Paesi con un’attenzione molto alta al tema dello stress, e questo si riflette nelle risposte. L’Italia, con il 13,7%, è nella parte bassa, vicino a Croazia e Cechia.
Uomini e donne
Tra uomini e donne italiani il peso del sovraccarico è identico (13,8% e 13,7%). La differenza sta nei rapporti con il pubblico: li indica come rischio principale il 10,4% delle donne contro il 7,6% degli uomini. Riflette la forte presenza femminile in sanità, scuola, servizi sociali e sportelli, cioè nei lavori a contatto con utenti, pazienti e famiglie.
| Fattore principale (2020) | Italia | UE-27 | Germania | Francia | Spagna |
|---|---|---|---|---|---|
| Pressione dei tempi o sovraccarico | 13,7% | 19,5% | 14,3% | 22,0% | 24,7% |
| Utenti, clienti o pazienti difficili | 8,8% | 10,3% | 5,2% | 12,8% | 7,4% |
| Insicurezza del posto di lavoro | 8,3% | 6,1% | 0,7% | 5,5% | 7,2% |
| Scarsa comunicazione o cooperazione | 4,0% | 3,9% | 2,7% | 6,4% | 2,9% |
| Scarsa autonomia sui ritmi | 1,4% | 1,4% | 0,6% | 1,2% | 1,1% |
| Molestie o bullismo | 1,1% | 0,8% | 0,7% | 1,8% | 0,7% |
| Violenza o minacce | 0,7% | 1,1% | 0,4% | 1,9% | 1,2% |
Dal dato al piano di intervento
Questi numeri suggeriscono una regola pratica per chi fa la valutazione dello stress lavoro-correlato: non partire da un elenco generico di rischi, ma chiedere alle persone quale pesa di più. In un ufficio con molto pubblico il problema principale sarà probabilmente la gestione degli utenti; in un reparto sotto organico, il carico di lavoro; in un’organizzazione con molti contratti a termine, l’incertezza.
Le misure sono diverse in ciascun caso: formazione alla gestione dei conflitti e procedure di supporto nel primo, revisione dei carichi e delle priorità nel secondo, comunicazione trasparente sulle prospettive nel terzo. Un questionario ben costruito permette di capire quale strada seguire, reparto per reparto.