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22 Luglio 2026

Divario retributivo di genere: in Italia è del 5,3%, meno della metà della media UE. Ma nella sanità sale al 19,8%

Nel 2024 le donne italiane guadagnano in media il 5,3% in meno all'ora rispetto agli uomini (UE 11,1%). Un dato basso che dipende anche da chi lavora: in Italia le donne occupate sono meno e più istruite.

Il divario retributivo di genere non corretto (gender pay gap) misura la differenza tra la retribuzione oraria lorda media degli uomini e quella delle donne, in percentuale di quella maschile. Eurostat lo calcola per le imprese con almeno dieci dipendenti.

Nel 2024 il divario italiano è stato del 5,3%, contro l’11,1% della media europea. L’Italia è 22ª su 27 Paesi: solo Lussemburgo, Belgio, Romania, Polonia, Malta hanno un divario più basso.

5,3%divario retributivo orario tra uomini e donne in Italia, 2024
11,1%media UE-27
19,8%nel settore sanitario e sociale italiano
Divario retributivo di genere non corretto, 2024
% della retribuzione oraria lorda maschile; industria, costruzioni e servizi esclusa la PA
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Estonia18,8%Cechia18,5%Austria17,6%Ungheria16,9%Finlandia16,3%Slovacchia15,7%Germania15,6%Danimarca14,0%Lettonia13,9%Grecia13,4%Bulgaria12,0%Francia11,8%Cipro11,8%Paesi Bassi11,2%Svezia11,2%UE-2711,1%Lituania10,0%Irlanda8,3%Slovenia8,0%Spagna7,3%Portogallo7,0%Croazia6,6%Italia5,3%Malta4,9%Polonia4,0%Romania3,7%Belgio0,7%Lussemburgo-0,8%

Fonte: Eurostat, dataset earn_gr_gpgr2. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Un dato basso da leggere con attenzione

Un divario basso non significa automaticamente parità. In Italia il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi d’Europa, e le donne che lavorano sono in media più istruite e più spesso impiegate in ruoli qualificati rispetto a quelle che restano fuori dal mercato del lavoro. Questo effetto di selezione riduce il divario medio.

L’indicatore, inoltre, misura la retribuzione oraria: non tiene conto del fatto che le donne lavorano più spesso a tempo parziale e quindi guadagnano meno su base mensile e annua.

Le differenze tra settori

Il divario cambia molto tra settori. Nella sanità e assistenza sociale è del 19,8%, anche se in calo rispetto a dieci anni fa (28,3% nel 2014). Qui pesa la distribuzione dei ruoli: le posizioni apicali e meglio retribuite sono ancora più spesso ricoperte da uomini, mentre la maggioranza del personale infermieristico e di assistenza è femminile.

Nella pubblica amministrazione il divario è del 10,1%, nell’istruzione dell’8,8%. Il valore complessivo italiano, pari al 5,3%, è risalito nel 2024 dopo il minimo del 2,2% registrato nel 2023.

Divario retributivo di genere, 2018-2024
% della retribuzione oraria lorda maschile
Italia, totaleUE-27, totaleItalia, sanitàItalia, PAItalia, istruzione

0%5%10%15%20%201820192020202120222023202419,8%11,1%10,1%8,8%5,3%

Fonte: Eurostat, dataset earn_gr_gpgr2. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

La direttiva sulla trasparenza retributiva

La direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, da recepire entro giugno 2026, obbliga i datori di lavoro a comunicare i divari retributivi tra uomini e donne e, sopra certe soglie, a intervenire. Per molte organizzazioni sarà la prima volta che questi dati vengono analizzati in modo sistematico.

Il divario retributivo è anche un tema di benessere organizzativo: la percezione di equità nelle retribuzioni e nelle opportunità di carriera è uno dei fattori che più incidono sul clima interno. Misurarla con un’indagine interna, accanto ai dati amministrativi, aiuta a capire dove intervenire.