Da marzo abbiamo pubblicato ogni settimana un’analisi su un aspetto del benessere al lavoro, usando i dati ufficiali di Eurostat: rischi psicosociali, tempi di lavoro, conciliazione, sicurezza, formazione, composizione del personale. È il momento di mettere insieme i risultati.
La tabella che segue riassume dodici indicatori, confrontando il valore italiano con la media dell’Unione europea. Su 2 l’Italia fa meglio della media, su 7 peggio, su 3 è sostanzialmente in linea (differenza non superiore a un punto). La valutazione tiene conto della direzione: per alcuni indicatori un valore alto è positivo (autonomia, formazione), per altri è negativo (pressione, part-time involontario).
| Indicatore | Italia | UE-27 | Differenza (punti) | Posizione | Valutazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Esposti a rischi psicosociali (2020) | 39,1% | 44,6% | −5,5 | 20ª/27 | meglio |
| Spesso o sempre sotto pressione (2019) | 33,7% | 34,7% | −1,0 | 15ª/27 | in linea |
| Autonomia su contenuto e ordine dei compiti (2019) | 60,6% | 47,8% | +12,8 | 3ª/27 | meglio |
| Orario deciso dall’azienda (2019) | 71,3% | 59,2% | +12,1 | 7ª/27 | peggio |
| Contattati più volte nel tempo libero (2019) | 16,3% | 16,3% | +0,0 | 15ª/27 | in linea |
| Lavoro abituale il sabato (2025) | 29,9% | 20,5% | +9,4 | 4ª/27 | peggio |
| Lavoro abituale da casa (2025) | 2,7% | 8,8% | −6,1 | 24ª/27 | peggio |
| Adulti in formazione, ultime 4 settimane (2025) | 10,8% | 13,7% | −2,9 | 19ª/27 | peggio |
| Part-time involontario (2025) | 51,0% | 17,8% | +33,2 | 2ª/27 | peggio |
| Dipendenti a termine (2025) | 13,6% | 12,7% | +0,9 | 8ª/27 | in linea |
| Donne tra i manager (2025) | 29,0% | 36,4% | −7,4 | 25ª/26 | peggio |
| Over 50 nella pubblica amministrazione (2025) | 54,0% | 40,0% | +14,0 | 1ª/27 | peggio |
I punti di forza
Il principale punto di forza italiano è l’autonomia nel lavoro: il 60,6% degli occupati ha voce sul contenuto e sull’ordine dei propri compiti, uno dei valori più alti d’Europa. Anche l’esposizione dichiarata ai rischi psicosociali è più bassa della media, anche se, come abbiamo visto, questo dato potrebbe riflettere in parte una minore consapevolezza del tema.
La pressione dei tempi e i contatti di lavoro nel tempo libero sono in linea con la media europea. Sul fronte della sicurezza, i dati 2024 confermano il calo degli infortuni non mortali, mentre il tasso di infortuni mortali resta più alto della media UE (2,61 contro 2,10 ogni 100mila occupati).
I punti deboli
Le distanze più ampie riguardano l’organizzazione del tempo e la composizione del personale. Il part-time involontario (51,0% contro 17,8%) e l’età della pubblica amministrazione (54,0% di over 50 contro 40,0%) sono i due valori più lontani dalla media europea.
Seguono la scarsa flessibilità degli orari, decisi dall’azienda per il 71,3% degli occupati, il lavoro nel fine settimana, la scarsa diffusione del lavoro da casa, la bassa presenza di donne nel management e una partecipazione alla formazione degli adulti ancora sotto la media.
Cosa ne ricavano le organizzazioni
Questi dati descrivono il Paese, non le singole organizzazioni. Ma indicano dove, in media, si concentrano i margini di miglioramento: la flessibilità dei tempi, la qualità dei contratti, il ricambio generazionale, le pari opportunità di carriera. Sono tutti ambiti in cui le scelte organizzative contano quanto le norme.
Il passo successivo è misurare gli stessi aspetti all’interno della propria organizzazione, con uno strumento strutturato e ripetuto nel tempo. Solo così il confronto con i dati nazionali diventa un’indicazione concreta su dove intervenire. Le analisi di BenessereOrganizzativo continueranno ogni mercoledì.