Il lavoro a tempo parziale può essere una scelta, per conciliare lavoro e famiglia o per studiare, oppure un ripiego. Nel secondo caso si parla di part-time involontario: la persona lavora a orario ridotto perché non ha trovato un lavoro a tempo pieno.
In Italia, nel 2025, il part-time era involontario per il 51,0% di chi lo svolge, nella fascia 15-64 anni. Nella media europea la quota è del 17,8%. Solo la Romania (62,3%) ha un valore più alto; seguono Spagna (45,7%) e Grecia (38,2%). All’estremo opposto Paesi Bassi (2,2%), Malta (4,9%) e Germania (5,3%).
Un fenomeno in calo, ma ancora molto diffuso
Il part-time involontario è esploso in Italia dopo la crisi del 2008: dal 41,3% del 2008 è salito fino al 66,1% del 2020. Negli ultimi anni, in una fase di crescita dell’occupazione, è sceso fino al 51,0% del 2025. Anche in Europa la quota è calata, dal 32,0% del 2014 all’attuale 17,8%.
Tra gli uomini italiani in part-time, due su tre (65,9%) lo sono loro malgrado. Tra le donne la quota è più bassa (46,6%), ma in valore assoluto sono molte di più, perché il part-time è soprattutto femminile.
Perché le donne lavorano part-time
I motivi dichiarati dalle donne italiane in part-time sono diversi da quelli delle europee. Il primo è la mancanza di un lavoro a tempo pieno (46,6%, contro 16,5% in Europa). Seguono gli «altri motivi familiari» (20,8%) e la cura di figli o familiari non autosufficienti (14,6%).
Nella media europea la cura dei figli e dei familiari è invece il primo motivo (26,5%). Il confronto suggerisce che in Italia il part-time femminile è più spesso imposto dalla domanda di lavoro che scelto per ragioni di conciliazione.
Il part-time come fattore di benessere (o di malessere)
Per chi lo sceglie, il part-time è uno strumento di conciliazione. Per chi lo subisce è spesso fonte di insoddisfazione: reddito insufficiente, minori prospettive di carriera, sensazione di essere considerati lavoratori di serie B.
Nelle indagini sul benessere organizzativo conviene distinguere tra part-time scelto e subito. Le due categorie rispondono in modo molto diverso alle domande su soddisfazione, riconoscimento e prospettive, e le misure da adottare sono diverse.