L’età del personale è uno dei fattori che più condizionano il benessere di un’organizzazione. Una forza lavoro anziana porta esperienza e memoria istituzionale, ma pone anche problemi specifici: trasmissione delle competenze, adattamento ai cambiamenti tecnologici, gestione dei carichi fisici, uscite concentrate negli stessi anni.
Nella pubblica amministrazione italiana (amministrazioni centrali e locali, difesa, previdenza obbligatoria) il 54,0% degli occupati ha 50 anni o più. Nella media europea la quota è del 40,0%. L’Italia è prima tra i 27 Paesi, davanti a Spagna (50,1%) e Portogallo (49,8%).
Gli anni del blocco del turnover
La serie storica mostra come si è arrivati a questo punto. Nel 2008 gli over 50 erano il 32,0% degli occupati della PA italiana, poco più della media europea (28,7%). Negli anni successivi, con le limitazioni alle assunzioni e l’innalzamento dell’età pensionabile, la quota è cresciuta rapidamente fino al 56,0% del 2020.
Dal 2021, in coincidenza con la ripresa dei concorsi, il valore è sceso leggermente: nel 2025 è del 54,0%. Il divario con l’Europa resta comunque di 14 punti.
Non solo la PA in senso stretto
La situazione è simile negli altri comparti pubblici. Nell’istruzione gli over 50 sono il 49,3% (UE 39,3%), nella sanità e assistenza il 43,5% (UE 37,3%). Anche l’insieme dell’occupazione italiana è più anziano della media europea (42,1% contro 35,8%), ma nella PA il fenomeno è più accentuato.
Cosa significa per il benessere organizzativo
Un’organizzazione anziana ha bisogno di politiche specifiche: piani di trasferimento delle competenze prima dei pensionamenti, formazione digitale adatta a chi ha una lunga esperienza, attenzione all’ergonomia e ai carichi, percorsi di inserimento per i nuovi assunti che arrivano in uffici dove il collega più vicino per età può avere trent’anni di più.
Nelle indagini sul benessere organizzativo è utile analizzare i risultati per fascia d’età. Spesso emergono bisogni diversi: i più giovani chiedono prospettive di crescita e riconoscimento, i più anziani valorizzazione dell’esperienza e sostenibilità del carico.