A fine giugno Eurostat ha pubblicato i dati 2024 delle Statistiche europee sugli infortuni sul lavoro. Nel perimetro principale (agricoltura, industria, costruzioni e servizi di mercato) l’Italia registra 1.254 infortuni non mortali ogni 100mila occupati, contro 1.281 nel 2023. La media europea è di 1.464. Il calo prosegue una tendenza di lungo periodo, interrotta solo dal rimbalzo del 2021-2022 dopo i lockdown.
Come abbiamo ricordato in un precedente articolo, il confronto tra Paesi sugli infortuni non mortali risente dei diversi sistemi di denuncia. Più informativo è il confronto tra settori all’interno dello stesso Paese e con la struttura media europea.
I settori più a rischio
In Italia i tassi più alti si registrano nei trasporti e magazzinaggio (2.487) e in agricoltura (2.430), entrambi sopra la media europea del settore. Seguono le costruzioni (2.005), che però restano ben sotto il valore europeo (2.783).
Nella sanità e assistenza sociale il tasso italiano è di 1.405, vicino alla media europea (1.473) e in calo del 14% rispetto al 2023. È un settore dove, accanto agli infortuni tradizionali (movimentazione dei pazienti, cadute, punture), pesano le aggressioni al personale.
Pubblica amministrazione e scuola
Nella pubblica amministrazione il tasso italiano è di 543, circa la metà di quello europeo (1.080). Nell’istruzione il valore italiano (84) è molto più basso di quello europeo (483): una distanza così ampia fa pensare anche a differenze nella copertura assicurativa e nella registrazione dei casi, più che a una reale differenza di rischio.
In questi settori il rischio principale non è l’infortunio fisico ma quello psicosociale: carichi di lavoro, rapporti con utenti difficili, conflitti. È qui che la valutazione dello stress lavoro-correlato e le indagini sul benessere organizzativo diventano lo strumento principale di prevenzione.
| Settore | Italia 2023 | Italia 2024 | UE-27 2024 |
|---|---|---|---|
| Agricoltura | 2.411 | 2.430 | 1.555 |
| Trasporti e magazzinaggio | 2.490 | 2.487 | 2.320 |
| Costruzioni | 2.141 | 2.005 | 2.783 |
| Servizi di supporto alle imprese | 1.720 | 1.726 | 1.958 |
| Sanità e assistenza sociale | 1.633 | 1.405 | 1.473 |
| Manifattura | 1.412 | 1.339 | 1.656 |
| Alloggio e ristorazione | 1.133 | 1.128 | 1.407 |
| Commercio | 839 | 828 | 1.212 |
| Pubblica amministrazione | 546 | 543 | 1.080 |
| Istruzione | 77 | 84 | 483 |
Usare i dati di settore
Per un’organizzazione il tasso del proprio settore è il riferimento più utile per capire se i propri infortuni sono in linea, sopra o sotto la norma. Va però calcolato sullo stesso perimetro: infortuni con almeno quattro giorni di assenza, esclusi quelli in itinere, rapportati al numero di occupati.