andreatroisi.it troisiricerche.net TR-Index Mappatura delle Competenze Registro delle Competenze CustomerPA BenessereOrg. Formazione TIP TroisiInsight DigitalizzazionePA Dibattito Pubblico VoiceInHub Governance Fin. Internazionalizzazione BDG
Normativa Metodo Questionario ANAC Output Clienti Approfondimenti Chi siamo Richiedi preventivo ↗
8 Luglio 2026

Infortuni per settore nel 2024: agricoltura e trasporti i più a rischio, la sanità italiana scende del 14%

I nuovi dati europei sul 2024 confermano il calo degli infortuni in Italia (1.254 ogni 100mila occupati, UE 1.464). Agricoltura e trasporti restano sopra la media europea; nella pubblica amministrazione il tasso è la metà di quello UE.

A fine giugno Eurostat ha pubblicato i dati 2024 delle Statistiche europee sugli infortuni sul lavoro. Nel perimetro principale (agricoltura, industria, costruzioni e servizi di mercato) l’Italia registra 1.254 infortuni non mortali ogni 100mila occupati, contro 1.281 nel 2023. La media europea è di 1.464. Il calo prosegue una tendenza di lungo periodo, interrotta solo dal rimbalzo del 2021-2022 dopo i lockdown.

Come abbiamo ricordato in un precedente articolo, il confronto tra Paesi sugli infortuni non mortali risente dei diversi sistemi di denuncia. Più informativo è il confronto tra settori all’interno dello stesso Paese e con la struttura media europea.

1.254infortuni non mortali ogni 100mila occupati in Italia, 2024
2.430in agricoltura (UE 1.555)
543nella pubblica amministrazione (UE 1.080)

I settori più a rischio

In Italia i tassi più alti si registrano nei trasporti e magazzinaggio (2.487) e in agricoltura (2.430), entrambi sopra la media europea del settore. Seguono le costruzioni (2.005), che però restano ben sotto il valore europeo (2.783).

Nella sanità e assistenza sociale il tasso italiano è di 1.405, vicino alla media europea (1.473) e in calo del 14% rispetto al 2023. È un settore dove, accanto agli infortuni tradizionali (movimentazione dei pazienti, cadute, punture), pesano le aggressioni al personale.

Infortuni non mortali per settore, 2024
ogni 100mila occupati del settore
ItaliaUE-27

05001.0001.5002.0002.5003.0002.4301.555Agricoltura2.4872.320Trasporti2.0052.783Costruzioni1.4051.473Sanità1.3391.656Manifattura1.1281.407Alberghi eristoranti5431.080PA84483Istruzione

Fonte: Eurostat, dataset hsw_n2_01. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Pubblica amministrazione e scuola

Nella pubblica amministrazione il tasso italiano è di 543, circa la metà di quello europeo (1.080). Nell’istruzione il valore italiano (84) è molto più basso di quello europeo (483): una distanza così ampia fa pensare anche a differenze nella copertura assicurativa e nella registrazione dei casi, più che a una reale differenza di rischio.

In questi settori il rischio principale non è l’infortunio fisico ma quello psicosociale: carichi di lavoro, rapporti con utenti difficili, conflitti. È qui che la valutazione dello stress lavoro-correlato e le indagini sul benessere organizzativo diventano lo strumento principale di prevenzione.

Settore Italia 2023 Italia 2024 UE-27 2024
Agricoltura 2.411 2.430 1.555
Trasporti e magazzinaggio 2.490 2.487 2.320
Costruzioni 2.141 2.005 2.783
Servizi di supporto alle imprese 1.720 1.726 1.958
Sanità e assistenza sociale 1.633 1.405 1.473
Manifattura 1.412 1.339 1.656
Alloggio e ristorazione 1.133 1.128 1.407
Commercio 839 828 1.212
Pubblica amministrazione 546 543 1.080
Istruzione 77 84 483
Infortuni non mortali, Italia e UE, 2012-2024
ogni 100mila occupati; agricoltura, industria, costruzioni e servizi di mercato
ItaliaUE-27

1.0001.2001.4001.6001.80020122014201620182020202220241.4641.254

Fonte: Eurostat, dataset hsw_n2_01. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Usare i dati di settore

Per un’organizzazione il tasso del proprio settore è il riferimento più utile per capire se i propri infortuni sono in linea, sopra o sotto la norma. Va però calcolato sullo stesso perimetro: infortuni con almeno quattro giorni di assenza, esclusi quelli in itinere, rapportati al numero di occupati.