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28 Ottobre 2026

Morti sul lavoro nel 2024: in Italia 2,61 ogni 100mila occupati, contro 2,10 in Europa

Nel 2024 in Italia gli infortuni mortali sul lavoro sono stati 2,61 ogni 100mila occupati, contro 2,10 nella media UE: decimo valore su 27. In agricoltura il tasso italiano è di 9,51, quasi il doppio di quello europeo.

Eurostat ha pubblicato a ottobre i dati 2024 delle Statistiche europee sugli infortuni sul lavoro (ESAW). Per gli infortuni mortali il quadro italiano resta quello degli anni precedenti: nel 2024 il tasso è stato di 2,61 morti ogni 100mila occupati, contro 2,10 nella media dell’Unione. Nel 2023 i valori erano 2,59 e 2,09.

In valore assoluto la statistica europea conta per l’Italia 482 infortuni mortali nel 2024 (473 nel 2023), su un totale di 3.367 nei 27 Paesi UE: il 14,3% dei morti sul lavoro dell’Unione. Il divario si concentra in pochi settori, a partire dall’agricoltura.

2,61morti sul lavoro ogni 100mila occupati in Italia, 2024 (UE 2,10)
482infortuni mortali in Italia nel 2024, il 14,3% dei 3.367 dell’UE
9,51morti ogni 100mila occupati in agricoltura, silvicoltura e pesca in Italia (UE 5,51)

L’Italia è decima su 27

Con 2,61 morti ogni 100mila occupati l’Italia ha il decimo tasso più alto su 27 Paesi UE. I valori più elevati si registrano in Francia (4,42), Bulgaria (3,94) e Lettonia (3,93); i più bassi nei Paesi Bassi (0,40), in Germania (0,82) e in Lussemburgo (0,90). Spagna (2,46) e Polonia (2,11) sono sotto l’Italia, l’Austria (2,90) sopra.

Per gli infortuni mortali il confronto tra Paesi è più affidabile che per quelli non mortali, perché un decesso viene quasi sempre registrato. Restano però differenze nella struttura produttiva: dove pesano di più agricoltura, costruzioni e trasporti il tasso complessivo tende a essere più alto.

Infortuni mortali sul lavoro, 2024
ogni 100mila occupati; agricoltura, industria e costruzioni (escluse le miniere) e servizi di mercato
ItaliaMedia UE-27Altri Paesi

012345Francia4,42Bulgaria3,94Lettonia3,93Romania3,29Portogallo3,24Estonia3,21Croazia3,20Lituania3,07Austria2,90Italia2,61Ungheria2,53Spagna2,46Polonia2,11Media UE-272,10Cechia1,94Malta1,93Finlandia1,92Slovenia1,88Grecia1,81Irlanda1,51Belgio1,30Cipro1,29Slovacchia1,21Svezia1,06Danimarca1,04Lussemburgo0,90Germania0,82Paesi Bassi0,40

Fonte: Eurostat, dataset hsw_n2_02. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.

Tredici anni sopra la media europea

In tutti gli anni dal 2012 al 2024 il tasso italiano è stato più alto di quello europeo. La media UE è scesa da 2,67 a 2,10 ed è stabile intorno a 2,1 dal 2022. Il dato italiano è più irregolare: era 2,85 nel 2012, è sceso a 2,42 nel 2017 e nel 2019, è salito a 3,15 nel 2021 e dal 2022 oscilla tra 2,53 e 2,61.

Il picco del 2020-2021 coincide con la pandemia: in Italia i contagi da Covid-19 contratti in occasione di lavoro sono stati trattati come infortuni. Nel 2020 la serie presenta una rottura, sia per l’Italia sia per la media UE.

Tasso di infortuni mortali, Italia e UE, 2012-2024
ogni 100mila occupati; stesso perimetro di attività del grafico precedente
ItaliaUE-27

1,52,02,53,03,52012201420162018202020222024rottura di serie2,852,672,612,103,15

Fonte: Eurostat, dataset hsw_n2_02. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche. Il dato 2020 presenta una rottura di serie per l’Italia e per la media UE.

Agricoltura, costruzioni, trasporti

Il dettaglio per settore mostra dove si concentra il rischio. In agricoltura, silvicoltura e pesca il tasso italiano è di 9,51 morti ogni 100mila occupati, contro 5,51 nella media UE, ed è salito rispetto all’8,97 del 2023. Nelle costruzioni è di 8,21 (UE 6,13), in calo dal 9,21 del 2023. Nei trasporti e magazzinaggio è di 6,25 (UE 4,84), in aumento dal 4,75 del 2023: in un anno i morti del settore sono passati da 56 a 74.

In valore assoluto il settore con più vittime resta l’edilizia: 132 morti nel 2024, più di un quarto del totale italiano. Seguono agricoltura (78), trasporti (74) e manifattura (73). Nei servizi pubblici il quadro è diverso: nella pubblica amministrazione il tasso italiano è di 0,50 (UE 0,58), nella sanità e assistenza sociale di 0,35 (UE 0,42), entrambi sotto la media europea.

Infortuni mortali per settore, 2024
ogni 100mila occupati del settore
ItaliaUE-27

0246810Agricoltura, silvicoltura e pesca9,515,51Costruzioni8,216,13Trasporti e magazzinaggio6,254,84Acqua, reti fognarie e rifiuti5,525,39Servizi di supporto alle imprese2,081,91Attività manifatturiere1,681,51Commercio0,990,96Pubblica amministrazione0,500,58Sanità e assistenza sociale0,350,42

Fonte: Eurostat, dataset hsw_n2_02. Elaborazione: Andrea Troisi · BenessereOrganizzativo · Troisi Ricerche.
Infortuni mortali in Italia 2023 2024 Tasso 2024 Tasso UE 2024
Costruzioni 141 132 8,21 6,13
Agricoltura, silvicoltura e pesca 76 78 9,51 5,51
Trasporti e magazzinaggio 56 74 6,25 4,84
Attività manifatturiere 66 73 1,68 1,51
Commercio 44 33 0,99 0,96
Tutte le attività 473 482 2,61* 2,10*

* Tasso calcolato sul perimetro agricoltura, industria e costruzioni (escluse le miniere) e servizi di mercato.

Perché i numeri non coincidono con quelli INAIL

I dati INAIL riportano cifre più alte. La differenza dipende dal perimetro: la statistica europea esclude gli infortuni in itinere, cioè quelli nel tragitto casa-lavoro, e segue criteri armonizzati per decidere quali casi includere. I due dati misurano fenomeni in parte diversi e non vanno sommati né confrontati direttamente.

Cosa significa per le organizzazioni

Un tasso fermo da tre anni tra 2,53 e 2,61 dice che il livello di rischio più grave non si sta riducendo. Per le imprese di agricoltura, costruzioni e trasporti, dove il divario con l’Europa è più ampio, la valutazione dei rischi prevista dagli artt. 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008 resta lo strumento principale: aggiornarla quando cambiano mezzi, cantieri e organizzazione del lavoro, e verificare che le misure siano applicate davvero.

Accanto ad attrezzature e procedure conta il modo in cui il lavoro è organizzato. I dati ESAW non dicono nulla su ritmi, carichi o catene di appalto, ma un’indagine sul clima può rilevare se le persone si sentono libere di segnalare un rischio o di fermarsi quando una situazione non è sicura: un’informazione che nessun registro degli infortuni restituisce.